lunedì 8 giugno 2015

dal 2005 vado al Bosconero...

dal 2005 faccio qualcosa al Bosconero... da 9 anni poi ci vado regolarmente almeno 5-6 volte nel corso della stagione estiva ed a volte in inverno.... Prima per portare su piante, poi per trapiantarne.. adesso per controllare che crescano bene..... apro questo blog solo per caricare un po' di foto relative all'impianto di fitodepurazione ed alle sue piante... non sarò molto regolare con i post...

dal Corriere delle Alpi del 5 settembre 2007

tratto da: www.corrierealpi.it

La sperimentazione al rifugio Bosconero è un test importante per poter estendere su larga scala la produzione di bioenergia in quota. E' stato sottolineato questo alla giornata conclusiva del corso universitario 'I fitotrattamenti nell'ingegneria ambientale" tenutosi al rifugio, che ha visto illustrare i risultati finora ottenuti del progetto di ricerca scientifica 'Bionergia nei Rifugi alpini. Produzione ed impiego di metano nella gestione integrata di liquami e rifiuti organici nei rifugi alpini".
Un esperimento importante - è stato messo in rilievo durante l'incontro al Bosconero con università di Padova, fondazione Angelini, Comune di Forno, Cai, fondazione per l'università - perché dal buon risultato del test, non solo tecnico ma anche informativo, potrebbe dipendere l'applicazione ad altre attività anche su vasta scala, delle nuove tecnologie di produzione energetica,oltre al primario scopo di rendere meno inquinato e più sano l'ambiente che ci circonda.
Il progetto è iniziato nell'aprile 2006 grazie al finaziamento ricevuto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona con il supporto del Bim e l'Istituto nazionale della montagna. Si è sviluppato in tre fasi distinte: la sperimentazione delle specie arboree autoctone da usare nel letto di fitodepurazione; l'esecuzione e l'attivazione delle vasche di fitodepurazione per la digestione delle acque gialle e saponate; il completamento del ciclo con l'attivazione della digestione anaerobica per il trattamento delle acque nere ed i rifiuti organici della cucina.
Il sistema si basa sulla separazione dei flussi fognari da una parte e i rifiuti solidi dall'altra, con un trattamento diversificato dei componenti con la fitodepurazione e la digestione anaerobica. Con la fitodepurazione la separazione dei liquidi avviene grazie all'impiego nei bagni di particolari toilette che permettono l'invio delle sostanze nelle apposite lavorazioni naturali. Questa lavorazione permette in parte lo smaltimento dei liquidi tramite le specie vegetali che se ne alimentano; il riutilizzo negli sciacquoni del liquido eccedente (con notevole risparmio idrico) per l'impiego di water speciali che impiegano circa metà di acqua per la pulizia delle tazze.
Gli scarti di cucina e le parti organiche dei wc vengono trattate in questo 'stomaco artificiale", il digestore anaerobico: da questo trattamento si ricava biogas, previo accumulo in gasometro, per i fuochi della cucina e compost con la rimanenza dei fanghi.
La sfida, nel costruire l'impianto al Bosconero, appare evidente visto che il rifugio posto sotto la Rocchetta di Bosconero è fuori da ogni sistema di accesso ordinario quali strade o mezzi di trasporto via fune come le teleferiche. I trasporti sono stati effettuati con elicottero e tutte le lavorazioni eseguite a mano o con l'impiego di piccoli mezzi meccanici quali escavatori e motocarriole.
Mario Agostini

Progetto EnergiaNova

tratto da: www.win.angelini-fondazione.it

Progetto Energianova. Impianto sperimentale per la produzione di bioenergia mediante fitodepurazione e digestione anaerobica presso il rifugio Casera Bosconero.

Nei rifugi alpini l’approvvigionamento di energia e lo smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi configurano in genere rilevanti problemi tecnici ed economici, che spesso confliggono con l’esigenza di garantire effettive condizioni di sostenibilità ambientale. Il Progetto Bioenergia nei rifugi alpini. Energianova propone la sperimentazione di un sistema innovativo per la produzione di energia rinnovabile dagli scarti organici che si originano nell’ambito di una gestione integrata e sostenibile dei liquami civili e dei rifiuti solidi.


Il sistema si basa sulla separazione alla fonte dei flussi fognari nelle toilette (urine, feci, acque grigie) e dei rifiuti solidi (scarti di cucina, residui combustibili, inerti), con successivo trattamento, specifico e mirato, delle componenti separate. La separazione dei liquidi avviene con l’impiego di speciali toilette e di una rete di canalizzazioni differenziate, mentre per i rifiuti, il materiale viene depositato in contenitori separati e gli scarti di cibo sminuzzati in trituratori da cucina. Le matrici organiche putrescibili (feci e scarti di cucina) vengono trattate in un digestore anaerobico con produzione di biogas (metano al 60%). Il gas prodotto viene utilizzato direttamente, previa filtrazione ed accumulo in gasometro, per l’alimentazione dei fuochi delle cucine. Le acque grigie e le urine, cariche di azoto e fosforo, sono trattate in letti di fitodepurazione. Oltre alla possibilità di riutilizzo come acqua di servizio degli sciacquoni dell’effluente depurato dalle vasche di fitodepurazione, si ha un notevole risparmio idrico con l’impiego del water speciale che riduce di oltre un terzo i tradizionali consumi idrici della pulizia delle toilette.

generalità sul progetto

tratto da www.gis.klima-dl.eu/

Il progetto di ricerca ha permesso di realizzare presso il rifugio alpino Casera Bosconero (Forno di Zoldo – BL) un innovativo sistema di trattamento integrato dei liquami domestici e della frazione organica putrescibile dei rifiuti solidi. Esso prevede la separazione all‘origine delle acque di rifiuto in tre distinti flussi (urine, materiale fecale e acque grigie provenienti da docce, lavandini, lavatrice e lavastoviglie) mediante l‘utilizzo di particolari toilette. Inoltre è previsto l’utilizzo di trituratori da cucina per la frazione organica dei rifiuti solidi, con la generazione di un quarto refluo da inviare a trattamento. I quattro flussi sono trattati con diverse tecnologie tramite le quali è possibile realizzare il recupero energetico dei rifiuti prodotti nell‘ambito della normale gestione di un rifugio alpino. Risultati positivi sono emersi nell’applicazione del “sistema” presso il rifugio alpino Casera Bosconero, in scala reale, per quanto riguarda il risparmio idrico, l’efficienza di sistemi di digestione anaerobica e di fitodepurazione.