lunedì 8 giugno 2015

dal Corriere delle Alpi del 5 settembre 2007

tratto da: www.corrierealpi.it

La sperimentazione al rifugio Bosconero è un test importante per poter estendere su larga scala la produzione di bioenergia in quota. E' stato sottolineato questo alla giornata conclusiva del corso universitario 'I fitotrattamenti nell'ingegneria ambientale" tenutosi al rifugio, che ha visto illustrare i risultati finora ottenuti del progetto di ricerca scientifica 'Bionergia nei Rifugi alpini. Produzione ed impiego di metano nella gestione integrata di liquami e rifiuti organici nei rifugi alpini".
Un esperimento importante - è stato messo in rilievo durante l'incontro al Bosconero con università di Padova, fondazione Angelini, Comune di Forno, Cai, fondazione per l'università - perché dal buon risultato del test, non solo tecnico ma anche informativo, potrebbe dipendere l'applicazione ad altre attività anche su vasta scala, delle nuove tecnologie di produzione energetica,oltre al primario scopo di rendere meno inquinato e più sano l'ambiente che ci circonda.
Il progetto è iniziato nell'aprile 2006 grazie al finaziamento ricevuto dalla Fondazione Cassa di risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona con il supporto del Bim e l'Istituto nazionale della montagna. Si è sviluppato in tre fasi distinte: la sperimentazione delle specie arboree autoctone da usare nel letto di fitodepurazione; l'esecuzione e l'attivazione delle vasche di fitodepurazione per la digestione delle acque gialle e saponate; il completamento del ciclo con l'attivazione della digestione anaerobica per il trattamento delle acque nere ed i rifiuti organici della cucina.
Il sistema si basa sulla separazione dei flussi fognari da una parte e i rifiuti solidi dall'altra, con un trattamento diversificato dei componenti con la fitodepurazione e la digestione anaerobica. Con la fitodepurazione la separazione dei liquidi avviene grazie all'impiego nei bagni di particolari toilette che permettono l'invio delle sostanze nelle apposite lavorazioni naturali. Questa lavorazione permette in parte lo smaltimento dei liquidi tramite le specie vegetali che se ne alimentano; il riutilizzo negli sciacquoni del liquido eccedente (con notevole risparmio idrico) per l'impiego di water speciali che impiegano circa metà di acqua per la pulizia delle tazze.
Gli scarti di cucina e le parti organiche dei wc vengono trattate in questo 'stomaco artificiale", il digestore anaerobico: da questo trattamento si ricava biogas, previo accumulo in gasometro, per i fuochi della cucina e compost con la rimanenza dei fanghi.
La sfida, nel costruire l'impianto al Bosconero, appare evidente visto che il rifugio posto sotto la Rocchetta di Bosconero è fuori da ogni sistema di accesso ordinario quali strade o mezzi di trasporto via fune come le teleferiche. I trasporti sono stati effettuati con elicottero e tutte le lavorazioni eseguite a mano o con l'impiego di piccoli mezzi meccanici quali escavatori e motocarriole.
Mario Agostini

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